Piccolo aneddoto DA NON RIFARE:
se come me avete una passione innaturale per gli alberi… non vi arrampicate!!!! è facile salirci ma non scenderci, la pendenza inganna! Quindi sono caduta come una pera… HIHIHI
Scendiamo per il sentiero ed incerti sul dove andare giriamo per la piccola via, bussiamo ad una porta e chiediamo la strada per arrivare a vedere la parte restante dei “Salti del diavolo"… un signore gentilissimo ci indica dove andare.



info utili

- Osteria Cà d’Angel
- Via Provinciale 52
- Ravarano
- tel. 339/7953649
Andiamo a vedere i Salti del Diavolo
ed il Dente del Gigante?
Settembre 2020 * Lara Branchi *
E Succede sempre così…arriva il sabato, arrivo a casa e la classica domanda è… dove andiamo domani?
Il tempo è sempre poco ed i nostri weekend come la maggior parte di chi lavora inizia sabato pomeriggio, se non addirittura domenica.
Questa volta la giornata disponibile era solo domenica, Will il mio compagno propone questa mini gita giornaliera…” Andiamo a vedere i Salti del Diavolo ed il Dente del Gigante?”
La domanda viene spontanea… perché si chiamano così? E dove si trova questo luogo dai nomi così diabolici…hihihihi…
Wil soprannominato il “tuttologo” inizia a spiegarmi dove si trovano e perché vengono chiamati cosi:
Siamo in alta Val Baganza che prende nome dall’omonimo torrente e si racconta che in tempi passati in zona vivesse un eremita al quale il diavolo più e più volte avesse provato a farlo cadere in tentazione offrendogli cibo, acqua e persino una avvenente fanciulla, ma nonostante tutti questi sforzi l’eremita forte della sua fede si difese con un semplice crocifisso e fece scappare il diavolo lungo la valle. I segni di quella fuga sono appunto i salti del diavolo sui quali si possono ancora notare i segni dei graffi da lui lasciati.
Quindi dopo aver sentito la leggenda la nostra gitarella si fa ancora più interessante, ha incuriosito anche il nostro piccolo grande gigante di 9 anni che ci segue in tutte le nostre pazze avventure.
Sveglia alle 8:
essendo domenica non c'era bisogno di alzarsi molto presto.


Da Brescia alla nostra meta
in un’ora e mezza ci si arriva.
Come in tutte le gite giornaliere ci siamo muniti di zaino con le classiche cose che servono in montagna…tappa fissa in forneria per il pranzo e via.
Partenza ed a pochi km dall’imbocco dell’autostrada, la domanda che ci unisce tutti e che nel ns caso ha sempre un riscontro negativo è… HAI PRESO TUTTO?
Appunto NO… Piccola tappa a casa e si riparte questa volta con tutto il necessario o almeno si spera.
Il viaggio passa veloce... fra due note stonate e due chiacchere.
Arriviamo a Chiastre di Ravarano 750 m circa da qui dopo aver parcheggiato la macchina prendiamo il sentiero “770” che dalla statale si arrampica alla sua sinistra.
Sentiero che indica appunto Dente del Gigante, il percorso inizialmente e un bel po’ in salita…ma nulla di impossibile.
Dopo circa 30 minuti arriviamo a questo meraviglioso e gigantesco dente…che spunta dalla collina.
La sensazione che si ha e tutta descritta dal nome… la fantasia dei più piccoli e anche forse dei più grandi si lascia trasportare, intorno solo silenzio che aiuta la fantasia a ricreare sceneggiati mai visti…
Will ci legge le caratteristiche che si possono trovare nel cartellone alla base del dente…
“Tutta la zona ha un grandissimo interesse geologico. In Alta Val Baganza tra gli abitati di Cassio,
Chiastre e Casaselvatica è possibile ammirare i Salti del Diavolo, un affioramento di roccia che lascia stupiti chi si trova a percorrere strade e sentieri che passano in zona.
Sono maestosi pinnacoli
torri, piramidi rocciose che si elevano in modo repentino, per diversi metri in tutta la zona, dove madre natura cerca nel suo ciclo continuo di imporsi. che si elevano in modo repentino, per diversi metri in tutta la zona, dove madre natura cerca nel suo ciclo continuo di imporsi. Sono disposti in una cordigliera che attraversa la valle e si snoda per 5 km attraversando il torrente Baganza, per la gente del posto rappresentano tutt’ora la prova concreta di quella leggenda di epoca medioevale I Salti del Diavolo sono la parte visibile una formazione sedimentaria antichissima, si dice di età cretacica (80 milioni di anni) che si estende dal Monferrato all’Appennino modenese e dove qui in Val Baganza ha il suo affioramento più spettacolare. Lo spettacolare affioramento è riconducibile ad una frana sottomarina di ciottoli e sabbia, che avrebbe prodotto queste formazioni nel sottosuolo in un area vastissima Il motivo per cui in quest’area si possono ammirare in modo così netto è da imputare all’erosione differenziale: in migliaia di anni i Salti del Diavolo, resistenti e compatti hanno resistito rispetto ad altre sedimentazioni intorno che sono franate e scomparse. La parte sommitale chiamato localmente “Mas Ladèin” è costituita da arenaria sfruttata sin dal medioevo dagli scalpellini della zona per realizzare sculture ed elementi architettonici ed arte sacre (ad esempio i portali del duomo di Berceto) ma non solo anche le macine dei mulini che un tempo erano attivi lungo il torrente Bragazza erano costituiti dello stesso materiale Assaporiamo l’ambiente ci lasciamo traportare dai colori del bosco e scendiamo per andare a cercare la prosecuzione dei "Salti del diavolo".
Prendiamo la macchina e ci incamminiamo dalla statale prendiamo la prima strada a dx seguendo il sentiero “771” e la località Gavazzolo, la strada abbastanza grande diventa subito sterrata e non proprio facilmente percorribile ma subito dietro alla prima curva eccoli… la prosecuzione dei “Salti del diavolo" in tutta la loro magnificenza e riusciamo ad avvistare sia quella denominata “Lo Squalo” sia il “Pinguino”.
La nostra curiosità ci fa proseguire per quella stradina sterrata, passiamo per La residenza di caccia dei conti Pallavicino oggi in totale e completo abbandono, un vero peccato …e l nostra attenzione viene catturata da questo meraviglioso campo pieno di fiori e di balle di fieno…con sfondo i meravigliosi salti… foto di rito sulle balle…fatta…proseguendo dritti per la stessa strada si raggiunge il borgo rurale di Gavazzolo ma noi decidiamo di tornare sui nostri passi e…
Prendiamo una stradina sterrata a destra che scende leggermente, in lontananza vediamo due macchine ferme… ok pensiamo fine della strada. Arriviamo lì e troviamo un gruppo di ragazzi in panne con la macchina…che fai non li aiuti… problema risolto e fra una birra ed una chiacchera i ragazzi ci parlano di questo fiume, dove ci si può fare il bagno…
Ci facciamo spiegare la strada ed andiamo alla ricerca del fiume, torniamo in macchina e alla prima salita vediamo queste persone uscire da una minuscola stradina a dx…chiediamo…et voilà…stradina x il fiume trovata si trova proprio dove un cartello indica chiusura definitiva del torrente “771” non fatevi ingannare il sentiero fino al fiume è aperto… chiuso è il tratto che dalla passerella sul fiume crollata nel 2014 prosegue
Parcheggiamo la macchina al meglio possibile x non ostruire il passaggio alle altre macchine, riprendiamo i nostri zaini e incominciamo a percorrere questa sconnessa stradina…passiamo nel bosco… e dopo 10/15 minuti arriviamo al fiume…
Meraviglioso, forse un po’ piccolo, ma la voglia di fare un bagno e tanta…piccolo problema, niente costume. Ma non ci facciamo scoraggiare, il posto e tranquillo siamo veramente pochi, per contarci bastano due mani… che si fa??? Via i vestiti e tutti dentro… in intimo naturalmente… non nudi…hihihi
L’acqua è fredda, ma molto molto piacevole… i grandi ed i piccoli giocano nei fluttui dell’acqua… troviamo anche, in una piccola zona di fiume un fondale di argilla…e qui parte la vena artistica… quindi all’opera…
Passiamo lì un paio d’ore, fra sole ed acqua…e per sfondo i ns salti e la natura.
E giunta l’ora, dobbiamo andare… ci incamminiamo per ripercorrere il sentiero nel bosco che ci porta alla macchina… il bosco ora e più umido e l’atmosfera e quasi triste, come quando una ns avventura finisce…
Riprendiamo la macchina e ci avviamo per la stradina sterrata che ci riporterà sulla statale… ed ecco qui… che ritroviamo di nuovo i ragazzi (che oltretutto abbiamo rivisto al fiume) di nuovo in difficolta con la macchina…direi che non era la loro giornata migliore…
Ok problema 2 risolto, ci risalutiamo e ci avviamo verso la strada che ci porterà a casa... per la strada troviamo un carinissimo locale per un aperitivo Osteria Cà d’Angel (Via Provinciale 52, Ravarano tel. 339/7953649) ultimo ristoro per poi tornare a casa ma...la strada è lunga la fame è tanta quindi una pizza alla pizzeria On the Road a Calestano ce la meritiamo proprio e poi sarà per il vostro palato qualcosa di davvero diverso ma non voglio anticiparvi nulla
La nostra avventura è finita, e come sempre ha arricchito i ns occhi… e la voglia di scoprire posti nuovi…
E la domanda di rito è... hai preso tutto??? La risposta è sì... quando si torna da un posto nuovo si prende tutto quello che esso può dare, e forse di più….
Ora tocca a voi i salti del Diavolo vi aspettano!!!!