





info utili
Prezzi:
- Ingresso Intero: Euro 4,00
- Ragazzi (fino ai 12 anni): Euro 3,50
- Comitive oltre 25 comp: Euro 3,00 a testa
- Residenti ingresso gratuito
- (in possesso della carta d’identità rilasciata dal Comune di Bellano):
- Bambini fino a 5 anni: ingresso gratuito


Orrido di Nesso e la sua suggestiva cascata
IL cuore selvaggio del Lago di Como
4 Ottobre 2020 * Lara Branchi *
Finalmente Domenica, oggi la gita ha un componente in più, Lyon un gattino arancio che è entrato nella nostra vita a portare amore.
Will ha programmato una visita sul lago di Como, per l'esattezza: l'Orrido di Bellano, l'Orrido di Nesso e la suggestiva cascata... e poi liberi.
La routine non è la solita, zaino, scarpe e forneria… Ora c’è il nostro amico peloso in più, quindi zaino, scarpe, trasportino, guinzaglio, borsa da passeggio per lui, ciotole richiudibili, croccantini, acqua e forneria per il cibo dei grandi.
La giornata oggi è grigia e fa pure freddino, ma vuoi restare a casa sul divano? No! C’è ancora troppo da vedere! Quindi vestiti a “cipolla” e con i giubbini ci lanciamo verso questa nuova avventura e naturalmente ombrelli a portata di mano.
Il viaggio è un po' lunghino circa 110 km da casa ma considerando che usciamo a Bergamo con l’autostrada, fino al lago di Como poi tutta statale; i grandi parlano, praticamente è l’unico momento della settimana dove io e Will siamo insieme ed io riesco a non addormentarmi dalla stanchezza sul divano.
Il nostro piccolo peloso, prende molto serenamente il viaggio… dopo mezz’ora di strada mi giro e sia Michael sia Lyon sono praticamente crollati, che amori, come risparmiare le energie.
Il viaggio scorre tranquillo, svegliamo Michael quando ormai la visione del lago ci appare a bordo strada; come ripeto il tempo non è dei migliori ma il lago ha sempre il suo fascino, anche quando il sole non lo illumina. Arriviamo a Bellano un piccolo paesino in provincia di Lecco e parcheggiamo la macchina in P.zza S. Giorgio vicino alla chiesa dei santi Nazaro e Celso quasi a ridosso o a contrastare la casa del diavolo in un ambiente ancora oggi avvolto dal mistero, la sua facciata, per le sue caratteristiche è stata sempre messa in relazione con S. Maria in Brera e addirittura al Duomo di Firenze
Scendiamo dalla macchina, zaini in spalla e Lyon al guinzaglio con noi.
In un attimo veniamo trasportati da un suono proveniente dalla chiesa, un organo sta suonando, che suono magnifico, sentiamo la melodia e ne approfittiamo per dare una sbirciata alla chiesta. Nel 1341 l'antica chiesa (allora dedicata a san Giorgio), fu parzialmente distrutta da una piena del torrente Pioverna e venne in seguito ricostruita. Fu solo nel XIV secolo, che la nuova chiesa venne dedicata ai Santi Nazaro e Celso.
Altra ma non meno importante chiesa da visitare in zona è quella dedicata a San Rocco con l’omonimo ponte anche qua la storia si mischia alla leggenda creando un alone di mistero che aleggia in tutta questa zona
Usciamo e risaliamo la gradinata a lato della chiesa, sulla destra troviamo l’entrata dell’Orrido, paghiamo e ci incamminiamo in questo percorso.
Orari di apertura Orrido:
- LUGLIO – AGOSTO – SETTEMBRE 2020: Tutti i giorni 10.00 – 19.00
- OTTOBRE 2020: FESTIVI E PREFESTIVI 10.00 – 19.00/ FERIALI 10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00
- Il percorso è molto semplice e adatto a tutti. Da considerare solo la presenza di scale e di passaggi stretti.
- L’accesso ai cani di qualsiasi taglia è consentito.
- Necessità di prenotazioni solo per comitive e gruppi numerosi (chiamare al n. 334.3774966)
- Informazioni: Info Point Bellano tel. n. 335.1752102 – infopoint@comune.bellano.lc.it
Si parte con la visuale della casa del Diavolo

una piccola struttura a ridosso del fiume Pioverna
la struttura avvolta da mistero, sembra fosse già presente nell’anno 1834 grazie a foto e stampe del periodo; casa o eremo di Sigismondo Boldoni scrittore nato proprio a Bellano, la casa resta comunque avvolta da mistero, proprio per via di quella figura, che a detta di molti rappresenta il diavolo, ma che con una diversa chiave di lettura, potrebbe essere Nettuno con il suo tridente messo a guardia del lago, la casa ha comunque negli anni incusso paura perché si narra di festini satanici e messe nere al suo interno. Resta il fatto che con la sua pianta a pentagono, simbolo di protezione e la sua posizione a strapiombo sull’Orrido da qui parte tutto… attraversiamo un ponticello e siamo immersi dal suono dell’acqua che scorre, batte, cade impetuosa sotto di noi, il percorso è tutto su ripide passerelle attaccate alla roccia…una sensazione meravigliosa di contatto con la natura; la roccia sotto di noi è disegnata liscia, rotonda, dolce, diversamente dall’acqua, che potente scivola su di lei.
La gola sembra sia stata scavata dal torrente Piovarno
15 milioni di anni fa e le sue acque sfruttate per la lavorazione del ferro. La gola acquisisce il suo nome grazie al poeta bellanese Sigismondo Boldoni che rimase affascinato da questo "Orrore di un'orrenda orrendezza"
Altra e non meno affascinante leggenda narra che in un luogo non meglio descritto ma comunque all’interno dell’Orrido giacquero le spoglie e il tesoro del valoroso guerriero Taino, temuto dai suoi nemici ai quali aveva depredato molte ricchezze, il letto del fiume sembra fosse stato deviato per poter nascondere la tomba del valoroso guerriero, ricoprendola poi con un masso, la leggenda ricorda un po’ il mito di Alarico con la Tomba nel Busento di Giosuè Carducci.
Il percorso non è molto lungo
ma ci sono lavori in corso per allungarlo e sicuramente ci ritorneremo.Finito l’Orrido ci facciamo due passi e chiedendo ad un signore nel suo giardino cosa poter vedere….ci consiglia di salir su alla chiesetta di S. Andrea per ammirare il panorama del lago dall’alto, detto fatto seguiamo le indicazioni e dopo un po’ di gradini arriviamo alla chiesetta, il panorama è mozzafiato e lo sguardo si perde tra una catena di monti non interrotta e sulle acque del lago, incantati da quell’acqua e da uno spiraglio di sole, decidiamo di pranzare sulle panchine nel giardino della chiesa, siamo solo noi il lago e il vento che suona tra le foglie.
La chiesa di S. Andrea era un edificio già esistente nel secolo XIII e ristrutturato in stile gotico durante i secoli, la sua particolarità è la pala dell’altare maggiore del XVII secolo che durante i lavori di restauro ha portato alla luce un affresco di epoca tardo gotico.
Il pancino è pieno, prima che arrivi anche il sonno ci incamminiamo, risaliamo in macchina e ci avviamo per fare il giro della costa del lago e raggiungere Orrido di Nesso
Fra una goccia di pioggia e l’altra costeggiamo il lago passando per Mandello del Lario, tappa obbligatoria per gli amanti delle due ruote e il museo Moto Guzzi. il viaggio prosegue e arrivati a Lierna parcheggiamo la macchina per un caffè e ci incamminiamo verso il centro storico, cuore della passeggiata è il Castello, il quale sorge su un promontorio e risale al periodo romano, la struttura è stata completamente stravolta dopo che perse la sua importanza come fortificazione difensiva e riattata ad uso abitativo e commerciale grazie alla vicinanza di Riva Bianca e Riva Nera; del castello rimangono solo le mura medioevali lungo il lago e queste stradine piccole, dove le case sono praticamente una incollata all’altra…case di altri tempi….con cimeli di tempi passati e cortili fioriti, la chiesetta racchiude una reliquia originale di S. Maurizio oggetto di una cerimonia in barca il giorno del patrono il 22 Settembre, sulla facciata esterna si notano gli affreschi dei due santi vestiti da guerrieri.
Ci incamminiamo verso la macchina. Di nuovo in viaggio sulla costa, la nostra prossima tappa è l’Orrido di Nesso, ma la nostra attenzione lungo il viaggio viene attirata da una ruota panoramica vista lago, siamo a Lecco e come bambini, ci fermiamo per farci un giro, nonostante avesse appena smesso di piovere. Il freddo e le nuvole, l’emozione ha ripagato tutte le mancanze.
Riprendiamo il viaggio… questa volta diluvia davvero arriviamo a Orrido di Nesso «Nesso, terra dove cade uno fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte.» (Leonardo da Vinci)
Anche questo canyon roccioso formato dalla confluenza delle acque dei torrenti Tuf e Nosee è stato importante per lo sviluppo dell’industria locale.
Muniti di ombrelli scendiamo dalla macchina e ci imbattiamo in un vecchio signore del luogo, ci parla di come in questi giorni la potenza dell’Orrido avesse fatto paura anche a lui.
Ascoltiamo curiosi e nel frattempo ci avviciniamo, il rumore dell’acqua che scende supera il rumore dell’acqua che batte sulle nostre teste, restiamo a bocca aperta da quanto lo spettacolo naturale sia impetuoso ed affascinante, il signore ci dice, che per ammirarlo da più vicini c'è una gradinata da percorrere oltre 270 gradini, nonostante il diluvio decidiamo lo stesso di andare a vedere, ormai eravamo lì, scendiamo cautamente le scale, (Lyon con noi dentro la borsa da passeggio, con la copertina che se la dormiva) e dopo molte, molte scale arriviamo, ci fermiamo su questo ponte, l’edera circonda le case… siamo soli e davanti a noi questa cascata che ci bagna il viso. Che meravigli! La natura ci regala delle cose meravigliose, noi dobbiamo solo aprire gli occhi e riempirli di questi luoghi.
Il tempo è ulteriormente peggiorato, in fretta stando sempre molto attenti rifacciamo le mille scale, in salita, arriviamo in macchina fradici ma molto appagati… Will non contento ci lascia in macchina per visitare velocemente il paesino.
Will"seguendo le indicazioni per le rovine del castello mi imbatto in questa scritta il boocc… è una sorgente d’acqua, non si sa la sua origine si presume nasca da un sistema di grotte sotto il piano di Nesso una cosa è certa il suo tragitto è sotterraneo e la sua temperatura costante tra i 5°e i 7° sia d’estate che d’inverno"
Di nuovo in macchina ci scaldiamo e asciughiamo, ripartiamo verso Como qui decidiamo di fermarci per la cena oggi abbiamo fatto tardi…prenotazione on line, richiesta se accettano pelosi, e qui abbiamo mangiato per la prima volta con Lyon… il Blacket merita
Pancia piena e si ritorna a casa… Giornata bagnata giornata fortunata,
che meraviglia la potenza dell’acqua!


