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10 agosto 2024 * William De Biasi
Nel piccolo villaggio di Bobda, a soli venti chilometri da Timișoara, la storia del mausoleo di Csavosi si intreccia con il destino di una famiglia un tempo potente, i Csávossy.
Questo luogo, ora lasciato al suo triste declino, è un eloquente testimone di un passato che sembra essersi dissolto nel tempo, un'eredità dimenticata che suscita un profondo senso di amarezza e rassegnazione.
Un inizio luminoso
Bobda, menzionato per la prima volta nel XIII secolo, ha conosciuto una pianificazione urbanistica attenta: strade dritte e perpendicolari incorniciate da case che raccontano storie di vite semplici.
Ma è con l'arrivo del barone Gyula Csávossy, negli anni del XIX secolo, che il villaggio ha assunto un volto diverso.
In quei tempi, i Csávossy erano considerati i più influenti e ricchi del villaggio; la loro fortuna era alimentata da vasti appezzamenti agricoli e da un boato di prosperità.
Gyula, incoraggiato dal padre, si dedicò con passione all’agricoltura e alla costruzione di un'imponente residenza.
La scelta di erigere un castello e un mausoleo rifletteva non solo le sue ambizioni personali, ma anche il desiderio di lasciare un segno indelebile nella comunità.
Il castello, completato nel 1889, con 42 stanze e giardini rigogliosi, era un meraviglioso esempio dell'architettura ispirata alla Basilica di Esztergom.
Il crepuscolo del barone
Sotto la sua guida, il mausoleo divenne un luogo sacro.
Le splendide vetrate, realizzate a Monaco, riempivano gli spazi di luci colorate, trasformando la morte in una celebrazione della vita.
Ma il destino riservava alla famiglia Csávossy una triste sorte.
Con la morte della moglie del barone nella primavera del 1911, la cripta divenne la dimora finale di chi aveva condiviso il suo mondo. Pochi mesi dopo, anche Gyula seguì l'amata nell'aldilà.
La scomparsa del barone segnò l’inizio del declino del mausoleo e della tenuta.
I suoi figli, Joszef ed Endre, si trovarono costretti a vendere le proprietà di famiglia, abbandonando una volta per tutte il villaggio verso terre lontane, come il Canada e la Svizzera.
Quella perdita di legami familiari rappresentò forse il primo passo verso la completa obliterazione della memoria di ciò che era stato.
Un destino crudele
Nel 1930, il castello fu acquistato da un abitante locale, ma il sogno di ripristinarlo si tramutò presto in un incubo. L’incapacità di ripagare i prestiti portò alla demolizione dell’edificio, le cui pietre furono strappate, riducendo quel simbolo di grandezza a materiale da costruzione per altri progetti.
La magione dei Csávossy, un tempo zoccolo duro della comunità, fu relegata a un cumulo di macerie, e con essa svanì anche il ricordo del suo passato splendente.
Il mausoleo, purtroppo, non scampò a quest’ondata di degrado.
Divenne patrimonio della comunità e fu utilizzato come luogo di culto cattolico romano.
Ma questo nuovo capitolo non portò la rinascita sperata.
Negli anni '50, il sindaco locale, in un atto di profanazione, smontò il mausoleo nella speranza di trovare tesori nascosti, finendo per essere detenuto in prigione per diversi anni.
Questo gesto scellerato mostrò una mancanza di rispetto per un luogo sacro, un chiaro segno della decadenza umana di fronte alla brama materiale.
L’ultima cerimonia ufficiale si tenne negli anni '80, quando ancora si contavano alcune presenze tra i cattolici romani di Bobda. La loro scomparsa portò alla chiusura del mausoleo, un altro colpo inflitto alla memoria di una famiglia e a un intero villaggio.
Un abbandono doloroso
Da quel momento, il mausoleo ha subito un lento ma inesorabile deterioramento.
Le vetrate un tempo splendenti sono state distrutte o rubate, l'organo, che riempiva lo spazio con melodie celestiali, è andato in pezzi, e la cupola stesso, simbolo di elevatezza spirituale, si sta sgretolando come il ricordo della grandezza di un tempo.
Ciò che una volta era un luogo sacro, un rifugio di pace e preghiera, è diventato teatro di vandalismi e incuria, profanazione della memoria della famiglia Csávossy e della comunità stessa.
Ma la cosa peggiore è accaduta quando alcuni adolescenti, in un atto di crudeltà insensata, entrarono nella cripta per profanare le ossa con lo scopo di uno stupido divertimento.
Usarono i resti della famiglia come un pallone da calcio, perpetuando un’azione che trascende ogni immaginazione. Questa infamia spinse il villaggio a esumare le ossa e a seppellirle altrove, nella speranza di porre fine a un tale scempio.
Una testimonianza silenziosa
Ora, il mausoleo di Csavosi si erge come una testimonianza silenziosa di ciò che è stato, un monumento al decadimento e alla perdita.
Passeggiando tra le rovine si percepisce l’eco di un tempo in cui la vita vibrava nell’aria, in cui l’amore e la devozione si mescolavano ai profumi dei giardini circostanti.
Ma tutto ciò è venuto meno, lasciando solo un’ombra del passato.
La chiesa mausoleo, avvolta nell'oblio, sembra implorare di essere ascoltata, di poter raccontare la sua storia a chiunque sia disposto a udire.
In questo luogo, dove una volta danzavano la musica e le celebrazioni, ora regna un silenzio pesante, un silenzio intriso di rimpianto e di una storia non narrata.
La bellezza delle vetrate infrante, i resti di un organo distrutto e il fragore del crollo della cupola parlano di un tragico epilogo. E, sebbene la vita continui a scorrere nel villaggio di Bobda, il mausoleo di Csavosi rimane un monito dell’importanza di custodire la memoria e il rispetto per ciò che è stato.
Conclusioni
La chiesa mausoleo di Csavosi è un luogo unico che toglie il fiato e, al tempo stesso, un promemoria di ciò che può succedere quando l’indifferenza vince sul rispetto.
Un luogo che, seppur avvolto nel degrado, conserva in sé il peso di una storia ricca e complessa.
In un mondo in cui la memoria e il patrimonio culturale rischiano di essere dimenticati, il mausoleo di Csavosi ci invita a riflettere sull'importanza di preservare e onorare il passato, affinché tragedie simili non si ripetano e così da mantenere vivo il ricordo di chi ha contribuito a plasmare la nostra storia.
Incredibile sei arrivato fin qua...!
Complimenti e grazie per aver letto il mio articolo.
Se ti chiedi perché non fornisco indicazioni dettagliate su molti dei posti che visito, beh, devi sapere che purtroppo questi luoghi vengono presi di mira da vandali, ladri e rigattieri.
Si vuole evitare quindi che ciò possa succedere. Spero che tu capirai.
Scopri di più sull’esplorazione urbana nella mia sezione “URBEX e LA SUA STORIA”
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