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18 settembre 2024 * William De Biasi
La centrale elettrica in tipico stile Art Déco si trova nel nord della Romania, in un paese che vanta un’importante tradizione industriale.
La centrale è stata dismessa a metà degli anni ‘90, ma sembra che nessuno in questo paese abbia fretta di smantellarla e di smaltire e recuperare le attrezzature; infatti, come speravamo, tutto ancora è al suo posto, o quasi…
Sul fatto che sia completamente abbandonata abbiamo avuto comunque qualche dubbio, in quanto abbiamo trovato alcune apparecchiature che risultavano sotto tensione e questo ha aggiunto una certa dose di adrenalina mista a paura alla nostra esplorazione.
Naturalmente quasi tutti i cavi e gli avvolgimenti in rame, nonché altre apparecchiature di valore, sono state ovviamente asportate quasi subito.
Tutto il resto sembra come per miracolo rimasto intatto, al contrario di quello che sarebbe successo in Italia, dove dai siti abbandonati asportano anche i pavimenti.
La costruzione della centrale iniziò alla fine degli anni Quaranta, in quanto il Paese, uscito dal dopoguerra, aveva una grandissima necessità di elettricità.
La centrale elettrica venne costruita con alcune soluzioni di design dell’allora popolare movimento stilistico chiamato Art Déco, uno stile che ritroviamo spesso nelle centrali elettriche del paese.
In particolare, il soffitto della sala di controllo è un’ enorme cupola di ferro e vetro verde.
Questa caratteristica dà la possibilità, durante il giorno, alla luce che filtra attraverso la vetrata, di creare un’ atmosfera davvero particolare: sembra quasi di essere all’interno di un’enorme serra.
La sala comandi risulta completamente intatta, segno del pieno rispetto verso i luoghi abbandonati.
Formalmente la centrale è sorvegliata e addirittura pattugliata; noi siamo entrati da una porta aperta, abbiamo filmato e siamo usciti senza incontrare anima viva.
Tuttavia, la sala di controllo con la sua splendida vetrata non è la sola cosa da vedere, anche se è la più fotografata.
La parte veramente unica di questa struttura sono i generatori: addirittura ce ne sono quattro diesel.
Per azionarli si utilizzavano motori diesel marini con una potenza di 2500 cv, motori che solitamente sono installati su grandi imbarcazioni e navi.
L’utilizzo di questi enormi motori diesel risulta sicuramente inadeguato in termini di efficienza e costo per kilowattora di elettricità rispetto alle moderne centrali termoelettriche, che contengono turbine a vapore per azionare i generatori.
Come mai allora venivano utilizzati?
L’installazione di questi motori diesel fu dovuta al fatto che dopo la Seconda Guerra Mondiale, vennero riutilizzati tutti i motori diesel che avevano esaurito la loro vita “utile” sui cacciatorpedinieri sopravvissuti, inoltre c’era il grosso vantaggio del costo esiguo del gasolio.
Questa monumentale centrale elettrica è uno dei tanti esempi di come incredibili edifici industriali non siano solo un ammasso di cavi e ferro, ma dovrebbero diventare un pezzo di storia industriale di ogni paese a cui spetta il compito di impegnarsi nella loro salvaguardia, rendendoli accessibili come “museo” all’intera comunità.
Incredibile sei arrivato fin qua...!
Complimenti e grazie per aver letto il mio articolo.
Se ti chiedi perché non fornisco indicazioni dettagliate su molti dei posti che visito, beh, devi sapere che purtroppo questi luoghi vengono presi di mira da vandali, ladri e rigattieri.
Si vuole evitare quindi che ciò possa succedere. Spero che tu capirai.
Scopri di più sull’esplorazione urbana nella mia sezione “URBEX e LA SUA STORIA”
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